«Io, fumettista e musicista: ma i due a stento si parlano»

Che si tratti di accompagnare Tex Willer lungo i sentieri polverosi e assolati del West oppure di porsi a fianco di Dylan Dog tra le vie buie e cariche di insidie della città di Londra, l’arte di Bruno Brindisi dimostra - da trent’anni e più, ormai - tutta la propria validità. Non è un caso, allora, che l’artista salernitano sia stato fra i primi a essere contattato, tempo addietro, appena prima del varo di una collana editoriale (“Tex Willer”, un prodotto griffato Sergio Bonelli Editore) che sta facendo la gioia di migliaia di appassionati delle avventure di Aquila della Notte.
La si vede con un’ottima frequenza sulle pagine di “Tex Willer”, una serie a fumetti che, affiancandosi a quella tradizionale mensile, indaga il passato del leggendario Ranger bonelliano. Un’iniziativa di enorme successo, che l’abilità di Mauro Boselli arricchisce di suggestioni. Si aspettava che la risposta dei lettori fosse a tal punto rilevante?
<+S TONDO>«Forse debbo farmi un po’ desiderare? Mi si apprezzerebbe di più? In realtà, io e Roberto De Angelis siamo stati prelevati d’ufficio dalle testate (Dylan Dog e Nathan Never) di cui posso dire, senza modestia, che fossimo colonne (o forse... cariatidi), per costruire dalle fondamenta (in tempi record) un nuovo monumento a Tex...
<+S TONDO>«Forse debbo farmi un po’ desiderare? Mi si apprezzerebbe di più? In realtà, io e Roberto De Angelis siamo stati prelevati d’ufficio dalle testate (Dylan Dog e Nathan Never) di cui posso dire, senza modestia, che fossimo colonne (o forse... cariatidi), per costruire dalle fondamenta (in tempi record) un nuovo monumento a Tex...
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