«La mia sfida: cogliere il caos della natura»

Roberto Marchesini, nato a Crema nel 1964, pittore e musicista, è un artista poliedrico. Inizia a dipingere molto giovane da autodidatta, frequentando negli anni, diversi corsi di disegno e di pittura, applicandosi inizialmente ai soggetti di paesaggio. Ispirato dai grandi pittori astratti italiani e americani come Morlotti, Vedova, Burri e Pollock, si avvicina ben presto all’astrattismo.
Nel corso degli anni, affianca l’attività pittorica a quella musicale, in un continuo dialogo di campi che influenzano fortemente i caratteri della sua produzione visiva. «Amo suonare, comporre e ascoltare la musica in tutti i suoi generi - spiega Marchesini - è un ingrediente essenziale e fondamentale della mia vita. Ogni volta che dipingo ascolto della musica, anche quella di mia composizione. È di grande ispirazione, si crea un connubio unico tra le arti. La pittura, del resto, non è molto diversa dalla musica: cambia solo che, invece di usare le bacchette della batteria, si usano i pennelli...».
Negli anni 90, dopo un viaggio in Indonesia, elabora la serie dei totem. Le opere su tela lasciano il posto a sperimentazioni che interessano il supporto e i materiali alla ricerca di una maggiore concretezza e oggettività del fare pittorico. Nel 1999, affascinato dalle opere di Burri, si avvicina a forme artistiche polimateriche: iuta, carta da parati, ferro e legno compongono le tavole appartenenti a questo periodo artistico. Tra la fine degli anni ‘90 e l’inizio degli anni 2000...
Nel corso degli anni, affianca l’attività pittorica a quella musicale, in un continuo dialogo di campi che influenzano fortemente i caratteri della sua produzione visiva. «Amo suonare, comporre e ascoltare la musica in tutti i suoi generi - spiega Marchesini - è un ingrediente essenziale e fondamentale della mia vita. Ogni volta che dipingo ascolto della musica, anche quella di mia composizione. È di grande ispirazione, si crea un connubio unico tra le arti. La pittura, del resto, non è molto diversa dalla musica: cambia solo che, invece di usare le bacchette della batteria, si usano i pennelli...».
Negli anni 90, dopo un viaggio in Indonesia, elabora la serie dei totem. Le opere su tela lasciano il posto a sperimentazioni che interessano il supporto e i materiali alla ricerca di una maggiore concretezza e oggettività del fare pittorico. Nel 1999, affascinato dalle opere di Burri, si avvicina a forme artistiche polimateriche: iuta, carta da parati, ferro e legno compongono le tavole appartenenti a questo periodo artistico. Tra la fine degli anni ‘90 e l’inizio degli anni 2000...
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