Legnetti e colori, le pitto-sculture

25 FEB 21
Ultimo aggiornamento: 19:2516 MAG 25
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Le originali pitto-sculture di Massimiliano Manenti. Nato a Soncino nel 1972, figlio di collezionisti ed autodidatta, si è appassionato all’arte in giovane età e si è accostato inizialmente alla fotografia con la quale ha proseguito per oltre un decennio. Successivamente si è dedicato ad altri lavori artistici, privilegiando la funzione materica. Nel corso del tempo ha perfezionato uno stile unico nel suo genere, specializzandosi in pitto-sculture, ossia quadri realizzati assemblando con cura legnetti smaltati da colori acrilici che, tratteggiando sagome reali, acquistano una tridimensionalità quasi tattile. Le sue opere si concretizzano in tecniche miste su tavola, con l’inserimento talvolta pure di fiori e petali artificiali, ferro e materiali di vario genere. Il risultato è una strutturata “matericità” con valenze simboliche e metafisiche. “Terezin”, ad esempio, è un suo quadro di sensibilità e spessore artistico che, in occasione della Shoah, giornata del ricordo, simboleggia la prigionia, la sofferenza, ma anche l’amore e la speranza contro ogni sopruso. La stretta di mano di “Black & White” va oltre il mero gesto e prefigura un’integrazione tra cittadini di diverse nazionalità del mondo. “Eni-gma” si ispira al fantasioso cane a sei zampe correlato al drago Tarantasio forse vissuto nell’antichissimo lago Gerundo della Pianura padana, ma acquisisce ulteriori valenze evocative. “Italia unita” rappresenta l’idea di assemblare frammenti lignei differenti, per portare al concetto armonico di unità nelle diversità, come tessere indispensabili di un mosaico completo. Nutre una predilezione per i grandi artisti di Pop Art tra cui Andy Warhol, Tano Festa, Mario Schifano e Franco Angeli...
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