«Chi guarda i miei paesaggi deve emozionarsi»

Giovanni Conti è nato a Cremona, dove vive e lavora. È figlio di un maestro liutaio, e si è formato artisticamente nella città natale. È pittore acquerellista, membro dell’A.I.C.S. – Cremona Arte, ha tenuto numerose mostre personali e collettive e ha partecipato a concorsi in varie località d’Italia, conseguendo premi e riconoscimenti accademici di rilievo. La sua attività artistica è omologata su qualificate pubblicazioni del settore. Gli abbiamo posto alcune domande.
Qual è la sua formazione culturale?
«Ho una formazione umanistica. Ho frequentato le superiori magistrali, e successivamente mi sono iscritto alla Facoltà di Lettere, ma ho preferito farmi due anni di Marina. Mi sono raffinato. Ho iniziato a Taranto e poi sono finito a Roma. Ero sottufficiale. Successivamente, ho partecipato e vinto un concorso alla Camera di Commercio di Cremona, e ho così assunto il ruolo di Responsabile degli Archivi, dove sono riuscito a informatizzare completamente il mio reparto».
«Ho una formazione umanistica. Ho frequentato le superiori magistrali, e successivamente mi sono iscritto alla Facoltà di Lettere, ma ho preferito farmi due anni di Marina. Mi sono raffinato. Ho iniziato a Taranto e poi sono finito a Roma. Ero sottufficiale. Successivamente, ho partecipato e vinto un concorso alla Camera di Commercio di Cremona, e ho così assunto il ruolo di Responsabile degli Archivi, dove sono riuscito a informatizzare completamente il mio reparto».
Com’è approdato alla pittura?
«Genetica. Mio padre nel 1939 fu il primo maestro liutaio. Era ebanista e anche intagliatore. Poi vinse un concorso per insegnanti all’istituto tecnico. La mia casa è ancora piena di lavori di falegnameria e possiedo anche le essenze di 140 legni da tutto il mondo. Per quello che riguarda l’acquerello, sono praticamente un autodidatta. Dodici anni fa, quando andai in pensione, mi dissi che volevo sperimentare qualcosa di nuovo. Il mio vicino di casa, Fiorini...
«Genetica. Mio padre nel 1939 fu il primo maestro liutaio. Era ebanista e anche intagliatore. Poi vinse un concorso per insegnanti all’istituto tecnico. La mia casa è ancora piena di lavori di falegnameria e possiedo anche le essenze di 140 legni da tutto il mondo. Per quello che riguarda l’acquerello, sono praticamente un autodidatta. Dodici anni fa, quando andai in pensione, mi dissi che volevo sperimentare qualcosa di nuovo. Il mio vicino di casa, Fiorini...
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