Se l’acquerello è come il jazz

Riccardo Bozuffi, artista, è nato a Cremona nel 1955 dove vive. Figlio d’arte, già dalla giovane età la sua passione per il disegno e la pittura lo portano a frequentare la bottega d’arte del padre dove negli anni matura la sua vena artistica. Conosce vari esponenti della pittura cremonese che contribuiscono ad accrescere la sua passione per le diverse tecniche, come l’olio, l’acrilico, la tempera, l’acquerello e il “trompe l’oeil”. I viaggi compiuti negli anni e i paesaggi visitati sono da spunto per le sue innumerevoli opere ad acquerello. La critica ha particolarmente evidenziato la sua facilità ed immediatezza esecutiva, quasi come naturale conseguenza di una dote innata.
Riccardo, come ha cominciato a dipingere e qual è la sua formazione culturale?
«Sin dalle elementari, dai cinque, sei anni, io mi distinguevo. Mio padre era un pittore di fiamminghi, probabilmente avrò ereditato alcune capacità. Ero il pupillo degli insegnanti. Già di quei tempi ricordo una penna bianca su una canna, dipinta sulla mattonella, e poi un orologio dipinto per imparare le ore, poi appesi alle pareti. Il mio percorso è continuato alle medie e successivamente ho studiato Arredamento, in piazza Marconi, questo era ciò che era disponibile. All’epoca non era così semplice spostarsi per motivi di studio quando si era molto giovani».
«Sin dalle elementari, dai cinque, sei anni, io mi distinguevo. Mio padre era un pittore di fiamminghi, probabilmente avrò ereditato alcune capacità. Ero il pupillo degli insegnanti. Già di quei tempi ricordo una penna bianca su una canna, dipinta sulla mattonella, e poi un orologio dipinto per imparare le ore, poi appesi alle pareti. Il mio percorso è continuato alle medie e successivamente ho studiato Arredamento, in piazza Marconi, questo era ciò che era disponibile. All’epoca non era così semplice spostarsi per motivi di studio quando si era molto giovani».
A quali tecniche si è dedicato?
«Ho iniziato con l’acrilico, mio padre usava l’acrilico. A Cremona non era visto di buon occhio, tutti erano fermi all’olio...
«Ho iniziato con l’acrilico, mio padre usava l’acrilico. A Cremona non era visto di buon occhio, tutti erano fermi all’olio...
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