«Ecco i miei giramondo»

21 GEN 21
Ultimo aggiornamento: 09:27 | 19 MAG 25
Immagine di «Ecco i miei giramondo»
Mentre le esposizioni attendono l’apertura in presenza, gli artisti continuano la loro produzione e cercano di divulgarla tramite iniziative online, video, pagine social, nell’attesa di presentare al pubblico, “dal vivo”.
Andrea Miragoli, pittore cremasco classe 1954, vive e lavora a Crema, e continua a comunicare forti emozioni con il suo “realismo magico surreale”. Nelle sue opere, si evince una sensibilità artistica rara, forgiata nella passione e creatività. All’emotività nativa, Andrea aggiunge l’impulsivo visionario donando ai suoi personaggi su tela, uno scatto di metafisicità. Ogni sua opera è il frutto maturo di un’esperienza bivalente, come la sua passione per la composizione musicale. I quadri di Andrea sono perle espressive forgiate in un sogno dai colori raggianti. Nelle sue opere, troviamo la magia della musica e il realismo esistenziale. Infatti, il percorso artistico di Andrea Miragoli, è caratterizzato dalla passione per la pittura, musica e fotografia.
Il realismo magico delle sue opere, delinea le vicissitudini di una umanità segnata anche nei tratti fisiognomici, da precise connotazioni dello spirito. I soggetti dipinti sono musicisti, girovaghi, amanti e bohémiens, che percorrono aristocratiche vicende esistenziali, ambientate nelle silenziose e avvolgenti atmosfere del centro storico della città,oppure, meditano all’ombra di secolari castelli e soleggiati mulini. Sono protagonisti fuori dal tempo e dalle mode, accomunati da sentimenti di dolce amarezza e circondati da un’ineluttabile solitudine. Andrea Miragoli, ha realizzato diverse mostre personali e collettive a Crema, Cremona, Pandino, Casale Cremasco, Milano, dal 2007 al 2017.
Andrea, oltre la pittura, lei coltiva anche la passione per la musica. Infatti, l’aspetto musicale è molto frequente nei suoi dipinti. Come nasce e si sviluppa questa passione?
«Mi sono avvicinato allo studio del pianoforte, poiché nel collegio ce n’era uno. Nei primi tempi, quando ancora non conoscevo le note, lo strumento costituiva un gratificante motivo di gioia, mi divertivo a girare le pagine dello spartito mentre il mio amico suonava. Amavo vedere e ascoltare la melodia nascere dalla composizione dei suoni, ero affascinato dal movimento....
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