Una “nuova luce” per i violini di Vivaldi

17 DIC 20
Ultimo aggiornamento: 19:2216 MAG 25
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Non riaprono i Musei - in questo inverno della cultura - nemmeno in fascia gialla. Eppure, dietro quelle porte, silenziosamente, si continua a lavorare, a costruire e progettare il futuro per non farsi trovare impreparati quando torneranno i visitatori. Così al Museo del Violino: anche tra queste mura non si sono mai fermati i progetti di ricerca, di studio, di restauro e di conservazione dei “gioielli” dello Scrigno. I “nostri” ma anche quelli degli altri. Un esempio? I violini di Vivaldi. Dalla fine dell’anno scorso, infatti, il MdV - mettendo in fila le diverse competenze del Distretto della Liuteria cremonese - si sta prendendo cura della collezione unica di strumenti barocchi dell’Istituto della Pietà di Venezia che può fregiarsi di aver avuto tra i maestri del coro femminile proprio il “prete rosso”.
«La collezione storica dell’Istituto della Pietà risale al Settecento - spiega il maestro Fausto Cacciatori, conservatore del MdV -: si tratta di strumenti acquistati dall’Istituto per le giovanissime ospiti che venivano avviate agli studi musicali e al canto. E si ha ragione di credere che alcuni di questi violini abbiano avuto a che fare proprio con Antonio Vivaldi, compositore, violinista e maestro di Coro dell’antico Istituto della Pietà per circa quarant’anni, nella prima metà del Settecento. La collezione è costituita da dodici violini, una viola, due violoncelli e due contrabbassi; tra questi anche violini di formato piccolo, dunque utilizzati da bambini. Si tratta essenzialmente di strumenti di scuola veneziana oppure di scuola tedesca, ricordiamo infatti che fra la Serenissima e, per esempio, la Sassonia e anche il Tirolo ci furono legami commerciali molto intensi. Altra cosa che mi preme sottolineare è che nella collezione è presente anche uno strumento che ha un legame particolare con la nostra città perchè costruito da Pietro Guarneri...
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