L’antico Egitto a Crema

26 NOV 20
Ultimo aggiornamento: 19:2116 MAG 25
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Due collezioni “gemelle” portano l’Antico Egitto al Museo Civico di Crema e del Cremasco. Dopo l’ormai celebre donazione della professoressa Carla Maria Burri, il polo museale sta lavorando al riallestimento della sezione dedicata alle antichità della civiltà egizia, che presto accoglierà il lascito “Campari Lucchi”. Ce ne parla Christian Orsenigo, egittologo e curatore scientifico della nuova sezione cremasca.
Dottor Orsenigo, partiamo dalla donazione Burri: se ne parla da una decina d’anni, e finalmente eccola qui...
«Come alcuni ricorderanno, è stata un’acquisizione molto lunga e travagliata: il Museo Civico di Crema e del Cremasco ha avuto la possibilita di ottenere il primo lotto della donazione nel 2010, il secondo nel 2019. Ciò perché l’ultima parte dei reperti è stata purtroppo oggetto di sequestro da parte del nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Abbiamo tentato di archiviare i momenti più foschi della vicenda, puntando tutto sulla valorizzazione di ciò che il Museo è riuscito legalmente e legittimamente ad ottenere».
La sua attività inizia proprio in questo contesto, quando la Soprintendenza chiede la sua consulenza per il riconoscimento e la stima dei pezzi: cosa può dirci a riguardo?
«Si tratta di una collezione molto interessante per la varietà dei reperti e per l’arco temporale che copre, dal Paleolitico inferiore (di cui abbiamo selci e manufatti litici) fino alla prima epoca islamica, attraversando tutte le fasi intermedie. I reperti hanno valore diverso tra loro, ma possiamo ritrovare tutte le tipologie di manufatti archeologici di provenienza egiziana...
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