L’attesa “sospesa” dei De Siderantes

19 NOV 20
Ultimo aggiornamento: 19:2116 MAG 25
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De-sidera. L’assenza di stelle, che ci porta a cercare ciò che ci manca, ciò che non c’è. Moto a luogo dell’anima, racchiuso negli sguardi, nelle attese, nel tempo sospeso ma teso come un foglio bianco, su cui la matita ricama senza sosta. Nascono così i “De Siderantes” di Mariacristina Cavagnoli, nata in Sri Lanka e cresciuta a Soresina, dove ancora oggi vive e lavora nel proprio atelier. La sua formazione inizia al liceo artistico Munari di Crema, dove segue in indirizzo tradizionale che la porta all’Accademia di belle arti di Brera per il triennio e la specializzazione in arti visive, conseguita nel 2015. UN percorso sperimentale legato alla pittura, che la riporta al primo amore per il disegno a matita e pastello, da cui poi l’artista sviluppa il proprio percorso personale. Nel mese di novembre avrebbe inaugurato la sua prima personale, allestita al Museo Civico di Crema e del Cremasco, nell’ambito del progetto CCSA Contemporaneo; l’appuntamento slitta a causa della chiusura dei luoghi della cultura, imposta dall’ultimo decreto governativo, ma le aspettative rimangono alte così come il desiderio di dare luce e vita alle opere.
Mariacristina, i protagonisti delle sue opere sono persone del tuo mondo, ritratti con estremo realismo...e spesso con lo sguardo altrove.
«La mia formazione artistica è di tipo tradizionale, ma più che all’arte figirativa sono legata alla presenza dell’essere umano, che mi permette di esprimere al meglio ciò che voglio comunicare. La scelta dei soggetti e delle ambientazioni non è mai casuale: i protagonisti sono amici, conoscenti, persone che mi attirano o catturano il mio sguardo.