Le terrecotte di Vescovi per tutti gli “Uomini di Po”

Dal Po prende la materia prima ed al fiume la restituisce plasmata e nobilitata. Claudio Vescovi lavora con l’argilla trasportata dall’acqua, la sottrae in qualche modo al suo ambiente, ma nelle sue mani la terra acquista nuova vita e significato che la riporta alla sua origine. E il cerchio si chiude. Inizia e ruota intorno al fiume, e ad esso ritorna nell’eterno flusso della vita. Nulla si crea e nulla si distrugge, la materia si può solo trasformare. E questo fa Claudio Vescovi: l’argilla è di volta in volta la tavolozza su cui dipinge, con altri pigmenti naturali, il fiume con i suoi meandri e le golene, con le viste zenitali di una immaginaria carta geografica. Ma anche la materia che, plasmata, acquista una terza dimensione, sfonda imperiosamente la tavolozza, si protende nello spazio, diventa altra materia, la chiglia semisommersa di una barca che emerge da altra argilla depositata dal fiume. «La plasticità dell’argilla - spiega Vescovi - mi ha permesso di plasmare il paesaggio del Po su delle formelle in terracotta...
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