«Zagor forte ma così umano: piace perchè vince soffrendo»

Il suo nome autentico è Patrick Wilding, ma a Darkwood tutti lo conoscono come Zagor (abbreviazione di Za-Gor-Te-Nay, ovvero lo Spirito con la Scure). A raccontarne le avventure - da anni, mese dopo mese, con professionalità estrema - è Moreno Burattini: è proprio lui che, nella veste di curatore della testata a fumetti oggi “griffata” Sergio Bonelli Editore, ha raccolto il testimone lasciato da Guido Nolitta. Il suo compito, coadiuvato da un gruppo straordinario di autori (fra soggettisti, sceneggiatori, copertinisti e coloristi), è quello di concedere a migliaia di appassionati lettori la possibilità di correre, al fianco di Zagor e del panciuto Cico, lungo i sentieri dell’Avventura.
Ha combattuto contro nemici acerrimi, contro mostri e contro alieni: dal 1961, Zagor non smette di appassionare i lettori. Qual è la “formula magica” alla base del successo?
«L’intuizione vincente di Sergio Bonelli, che creò il personaggio firmandosi con lo pseudonimo di Guido Nolitta, fu quella di non legarlo a un genere preciso, bensì di renderlo aperto a ogni “contaminazione”. Zagor si muove in uno scenario da “Ultimo dei Mohicani”, diverso da quello tradizionale dei western...
«L’intuizione vincente di Sergio Bonelli, che creò il personaggio firmandosi con lo pseudonimo di Guido Nolitta, fu quella di non legarlo a un genere preciso, bensì di renderlo aperto a ogni “contaminazione”. Zagor si muove in uno scenario da “Ultimo dei Mohicani”, diverso da quello tradizionale dei western...
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