Cremona, una città alla... mano

Il tema e il significato dei sensi si trovano anche nei meandri più inaspettati della nostra cultura. Li incontriamo simbolicamente trasfigurati, traslati nella letteratura che avvicina o cerca di rendere umana la religione come esperienza. E così S. Agostino ne scrive nelle “Confessioni” (X, 27, 38), dando un valore, oggi forse difficile da leggere, alla sua esperienza estetica che diviene esperienza di fede, e, finalmente, i sensi umani emergono come sensi spirituali. Come se narrasse, in poesia, la gerarchizzazione dei livelli di coscienza in un uomo sempre tribolato nell’accogliere gli stimoli che comunque dal mondo vengono:
“Tardi t’amai, bellezza infinita,
tardi t’amai, tardi t’amai,
bellezza così antica e così nuova.
3. Tu mi chiamasti,
e la Tua voce
squarciò la mia sordità;
Tu balenasti
e fu dissipata
la mia cecità.
Tardi t’amai, bellezza infinita,
tardi t’amai, tardi t’amai,
bellezza così antica e così nuova.
4. Tu esalasti
il dolce Tuo profumo
ed ho fame e sete di Te;
mi hai toccato:
ecco ora io anelo
alla Tua pace”.
Udito, vista, odorato, tatto, gusto sono il tramite per un percorso super-naturale. Questa trasposizione poetica verso il trascendente mi pare pertinente, sembra avere una forza che mai consapevolmente riconosciamo: i nostri sensi sono necessari per qualunque livello di consapevolezza e, per chi ha fede, anche per arrivare a Dio. E se lo testimonia sant’Agostino col suo travagliato percorso umano – spirituale è prova che il tema è al centro della nostra umanità.
Veniamo dunque al dispositivo sensoriale di oggi, il tatto, che è quel senso per il cui tramite riconosciamo le caratteristiche fisiche degli oggetti (durezza, forma) che vengono in contatto con la superficie esterna del nostro corpo...
“Tardi t’amai, bellezza infinita,
tardi t’amai, tardi t’amai,
bellezza così antica e così nuova.
3. Tu mi chiamasti,
e la Tua voce
squarciò la mia sordità;
Tu balenasti
e fu dissipata
la mia cecità.
Tardi t’amai, bellezza infinita,
tardi t’amai, tardi t’amai,
bellezza così antica e così nuova.
4. Tu esalasti
il dolce Tuo profumo
ed ho fame e sete di Te;
mi hai toccato:
ecco ora io anelo
alla Tua pace”.
Udito, vista, odorato, tatto, gusto sono il tramite per un percorso super-naturale. Questa trasposizione poetica verso il trascendente mi pare pertinente, sembra avere una forza che mai consapevolmente riconosciamo: i nostri sensi sono necessari per qualunque livello di consapevolezza e, per chi ha fede, anche per arrivare a Dio. E se lo testimonia sant’Agostino col suo travagliato percorso umano – spirituale è prova che il tema è al centro della nostra umanità.
Veniamo dunque al dispositivo sensoriale di oggi, il tatto, che è quel senso per il cui tramite riconosciamo le caratteristiche fisiche degli oggetti (durezza, forma) che vengono in contatto con la superficie esterna del nostro corpo...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI’ 22 OTTOBRE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT