Fotografare la città con la coda dell’occhio

4 GIU 20
Ultimo aggiornamento: 19:1416 MAG 25
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Versione italiana
Immagine di Fotografare la città con la coda dell’occhio
Nato nel dicembre del 1982, Federico Fronterrè ha sempre vissuto a Cremona. Ha studiato con autori e maestri come Pio Tarantini, Giancarlo “Occhiomagico” Maiocchi e Silvio Wolf presso l’Istituto Europeo di Design di Milano.
Ha sviluppato la sua ricerca fotografica con la serie Spie, con la quale è stato selezionato tra i finalisti del Premio Pezza (Il racconto di un luogo) e ha esposto il suo lavoro negli spazi de La Triennale di Milano. Ha partecipato, con i suoi lavori di fotografo e videoartista a mostre collettive come Miscellanea#00; Open Space 2 (Cremona, 2012, a cura di Dino Ferruzzi e Susanna Ravelli) e la personale Spie è stata ospitata presso la Galleria Il Triangolo di Cremona nel 2013. L’abbiamo intervistato, per parlare del suo percorso personale e della sua relazione con il linguaggio della fotografia, sviluppato in progetti e intuizioni non convenzionali.
A quali attività artistiche si è dedicato? Di quali forme d’arte si occupa?
«La fotografia è il mio medium prediletto, ho cominciato a praticarla da ventenne sino a oggi, con continuità e dedizione. I miei lavori sono stati l’esito di un interrogativo: la fotografia ha dei limiti superabili? Ci si può spingere oltre la staticità del fotogramma? Ho sperimentato anche la videoarte, ma da un po’ di anni sono tornato alla mio linguaggio espressivo originario, cui ora mi dedico in esclusiva».
Di quali lavori si sente più soddisfatto?
«Il lavoro che meglio condensa i temi sviluppati nel mio percorso di ricerca fotografica è sicuramente "What do you see?"...
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