Argilla e fuoco, così la ceramica racchiude la vita

4 GIU 20
Ultimo aggiornamento: 19:1416 MAG 25
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Immagine di Argilla e fuoco, così la ceramica racchiude la vita
Un vaso per contenere i pensieri, per racchiudere le paure e per proteggere l’anima, in attesa di una rinascita a nuova vita. Così Anna Maria Mainardi ha dato forma ai giorni dell’isolamento, utilizzando la scultura per tradurre le proprie emozioni in opere d’arte. Il risultato è una collezione di vasi in ceramica dalle forme pulite, essenziali e raffinate, caratterizzati da superfici liscie intarsiate da tagli e forme geometriche. Un percorso dalla materia all’anima, che ha deciso di raccontarci in questa intervista.
Anna, come ha vissuto il periodo d’isolamento imposto durante la fase acuta della pandemia? L’arte e la scultura sono state un punto di forza per superare questo momento difficile?
«Fortunatamente il mio atelier si trova accanto alla mia abitazione. E’ un luogo di silenzio e interiorità, in cui amo rifugiarmi. Nel mio studio non mi sono mai sentita sola, bensì in compagnia di immagini, colori, forme, pieni e vuoti, luci e ombre, materia... Questo momento mi ha permesso di relazionarmi con le parti più intime della mia espressività, lì sono emerse figure che solo nel silenzio dell’isolamento ho percepito nella loro profondità. Ho dovuto fare i conti con i limiti imposti dalla situazione, dai quali però non mi sono fatta imprigionare, anzi...proprio durante l’isolamento è emersa la necessità di accostarmi alla scultura per modellare vasi. Le mani hanno lavorato dando alla terra forme essenziali e raffinate, sincere, pulite e “oneste” che comunicano serenità. Ho utilizzato la tecnica del “colombino” che richiede lentezza e pazienza....
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