L’illusione e la felicità

Ennio Flaiano in una sua tristissima poesia dava la sensazione di riuscire a definire la straordinaria bellezza di una realtà non oggettiva, ma emozionale, coinvolgente fino al midollo:
“... Il pianista cerca un fiore nel buio
e lo trova, un fiore che non si vede
e ne canta la certezza.
Il gioco è questo: cercare nel buio
qualcosa che non c’è, e trovarlo”.
Non si può forse descrivere meglio la sensibilità che occorre per introfularsi nella città, nelle architetture, nelle cose, e aggregandone in ordini misteriosi i frammenti porgere delle parole dense, delle lente o fulminee visioni che fanno nascere certezze nuove, delle considerazioni sulle qualità del vivere che sono proprio fiori nel buio, che sono quell’arte che i critici fanno fatica a vedere fuori dai loro commerci. Questo modo fra il doloroso e l’ingenuo, incurante della vita e della morte, è un lungo poema che attraversa la storia, che non finirà mai, e che si deforma ad ogni incontro di immagini o di persone, anche oggi nell’epoca in cui tutto sembra ai confini dell’irrealtà, regala momenti di una socialità che fa sentire meno soli, meno bisognosi di comunicazione di parole e messaggi che ci definiscano agli sconosciuti...
“... Il pianista cerca un fiore nel buio
e lo trova, un fiore che non si vede
e ne canta la certezza.
Il gioco è questo: cercare nel buio
qualcosa che non c’è, e trovarlo”.
Non si può forse descrivere meglio la sensibilità che occorre per introfularsi nella città, nelle architetture, nelle cose, e aggregandone in ordini misteriosi i frammenti porgere delle parole dense, delle lente o fulminee visioni che fanno nascere certezze nuove, delle considerazioni sulle qualità del vivere che sono proprio fiori nel buio, che sono quell’arte che i critici fanno fatica a vedere fuori dai loro commerci. Questo modo fra il doloroso e l’ingenuo, incurante della vita e della morte, è un lungo poema che attraversa la storia, che non finirà mai, e che si deforma ad ogni incontro di immagini o di persone, anche oggi nell’epoca in cui tutto sembra ai confini dell’irrealtà, regala momenti di una socialità che fa sentire meno soli, meno bisognosi di comunicazione di parole e messaggi che ci definiscano agli sconosciuti...
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