Con Giuli a quota 2333

Duemilatrecentotrentatrè - “2333” - è l’altitudine massima raggiunta dalla giovane fotografa cremonese Giuli Barbieri, che fin lì si è spinta con la sua inseparabile macchina fotografica e da lassù, dall’alto delle Dolomiti del Trentino, ha ripreso paesaggi che lasciano senza fiato. Che sanno di vento, di gelo, di scarponi e di passeggiate, di respiri e di traguardi: un passo dopo l’altro. L’obbiettivo puntato sulla natura in tutta la sua maestosità, la sua potenza, “madre-matrigna”, la sua impassibilità. E “2333”, è il titolo della mostra che Giuli inaugura oggi, venerdì 17 gennaio a “La Coccinella” di via Robolotti, 24 a Cremona (ore 18.30). All’evento - che prevede anche una degustazione di vini e prodotti del Trentino - sarà presente la stessa Giuli Barbieri. «“2333”, è un numero importante - racconta Giuli Barbieri -, quasi una sfida per me, se si considera che soffro di vertigini, eppure mi sono spinta fin lassù». Di sfida in sfida, questa mostra lo è anche professionalmente per la fotografa cremonese, per il fatto che - come racconta - non le sono mai «piaciute le fotografie paesaggistiche; è un genere che ho frequentato poco, e solo nei primi tempi dell’Università. Poi mi sono sempre più dedicata alla fotografia di strada...
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