I luoghi cremonesi di Vincenzo Bellini

Nei giorni in cui al Teatro Ponchielli va in scena “La Sonnambula”, capolavoro belliniano, andiamo alla scoperta dei luoghi che legano questo importante musicista e compositore, Vincenzo Bellini appunto, a Casalbuttano, tra intrecci amorosi e aspetti artistici. È infatti soprattutto la storia d’amore che unì per cinque anni Bellini (1821-1835) a Giuditta Cantù, moglie dell’industriale Ferdinando Turina, che spiega il legame del compositore siciliano con la nostra provincia.
I due si conobbero alla prima di Bianca e Fernando all’inaugurazione del teatro Carlo Felice di Genova nel 1828 e da lì ebbe inizio un rapporto sentimentale intenso. I due amanti cominciarono a frequentarsi in modo assiduo, anche nella dimora dei Turina a Casalbuttano, come confermerebbero alcune lettere e il ritratto, allora esposto in biblioteca, di Giuditta attribuito a Francesco Hayez che la raffigura mentre suona la spinetta, usata anche dal Bellini per alcune sue composizioni. Lei era una affascinante signora dell’aristocrazia milanese, ricca di famiglia già prima del matrimonio, colta, innamorata dell’arte come Bellini, che era sempre al suo fianco nei salotti milanesi. Il marito, pur consapevole della relazione, finse di non sapere, in quanto troppo impegnato nel lavoro e dai sempre più frequenti viaggi d’affari...
I due si conobbero alla prima di Bianca e Fernando all’inaugurazione del teatro Carlo Felice di Genova nel 1828 e da lì ebbe inizio un rapporto sentimentale intenso. I due amanti cominciarono a frequentarsi in modo assiduo, anche nella dimora dei Turina a Casalbuttano, come confermerebbero alcune lettere e il ritratto, allora esposto in biblioteca, di Giuditta attribuito a Francesco Hayez che la raffigura mentre suona la spinetta, usata anche dal Bellini per alcune sue composizioni. Lei era una affascinante signora dell’aristocrazia milanese, ricca di famiglia già prima del matrimonio, colta, innamorata dell’arte come Bellini, che era sempre al suo fianco nei salotti milanesi. Il marito, pur consapevole della relazione, finse di non sapere, in quanto troppo impegnato nel lavoro e dai sempre più frequenti viaggi d’affari...
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