I «sentimenti a colori» di Silvia, la “Futurista”

«Nel groviglio delle tendenze avanguardiste, siano esse semi–futuriste, o futuriste, a dominare è il colore. Deve dominare, poiché privilegio tipico del genere italiano»: così scriveva Giacomo Balla, nel 1918, nel “Manifesto del Colore”. È proprio dalla teoria espressa dal celeberrimo artista, che muove la pittura di Silvia Locatelli - attuale presidente dell’Associazione Culturale “Scintille” -, protagonista de “Vibrazioni futuriste”, un piccolo e affascinante percorso espositivo che - presso la “Libreria del Convegno”, dall’1 dicembre fino al 7 gennaio prossimi - porrà l’accento sulla sua maniera d’interpretare il contesto artistico. «Mi lascio ispirare dal Futurismo e dai suoi più rinomati rappresentanti (tra cui Umberto Boccioni e Luigi Russolo), dei quali cerco di “assorbire” l’idea di bellezza, valorizzandola attraverso le mie scelte cromatiche», spiega la pittrice. Accostamenti vivaci definiscono linee morbide, che rimandano - o alludono, per meglio dire - a un’idea, un concetto, un’emozione: «Questi non sono quadri: per favore, non chiamateli così...
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