Aleni e quel Cenacolo “nascosto”

5 SET 19
Ultimo aggiornamento: 08:4825 MAR 26
Tradotto con IA
Versione italiana
Immagine di Aleni e quel Cenacolo “nascosto”
Il cenacolo leonardesco tra Cremona e Crema: questo il tema, di grande spessore culturale, della conferenza che terrà la professoressa Anna Maccabelli presso San Sigismondo, nell’ambito del 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci. L’appuntamento, annunciato sul sito della Diocesi di Cremona e a numero chiuso, è già andato esaurito e la delegazione Fai, organizzatrice dell’iniziativa, sta lavorando per una seconda data. Due gli appuntamenti del 13 settembre: alle 16 limitato agli iscritti all’associazione Amici del Monastero e alle 18.30 aperto a tutti ma, come si diceva, con posti già esauriti. La Lectio verrà tenuta, in via del tutto eccezionale, dentro il refettorio, davanti all’affresco del 1508 di Tommaso Aleni, che rappresenta una copia, forse la prima, del cenacolo vinciano.
Forse per lo straordinario affresco di Tommaso Aleni nel refettorio del convento domenicano di San Sigismondo non vi è termine più appropriato che “nascosto”. 
L’Ultima Cena dipinta nel 1508 sulla parete di fondo del refettorio è infatti visitabile solo due giorni all’anno, il primo maggio, solennità di San Sigismondo, e la terza domenica di settembre, anniversario della dedicazione della chiesa.
Eppure si tratta di una delle testimonianze più preziose del panorama artistico cremonese dei primi anni del Cinquecento. Soprannominato il Fadino, Tommaso Aleni nacque a Cremona verso la fine del Quattrocento. Nel 1505 stipulava un contratto per la decorazione della cappella Affaitati nella chiesa di S. Domenico a Cremona; nel 1509 partecipava all’asta per la decorazione del duomo. Nelle sue opere firmate, come la Madonna col Bambino e Santi datata 1500, e in quelle che gli sono attribuite, come ad esempio gli affreschi nei conventi di san Sigismondo e di sant’Abbondio a Cremona, si presenta come un modesto artista provinciale, che interpreta la fase più lombarda dell’eclettismo cremonese, affine a Galeazzo Campi e da ultimo influenzato da Boccaccino. 
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI 12 SETTEMBRE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT