Outsider Art e vite straordinarie

3 SET 19
Ultimo aggiornamento: 02:3725 MAR 26
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Ci sono storie che uno sente di non saper raccontare, o che capisce che il raccontarle alla fine si riduce a un elenco di fatti, di cose che sono lontane anni luce dall’intensità di un breve momento vissuto, di una parentesi di comprensione che non si vorrebbe mai chiudere. E allora torna alla mente una musica, con dei versi che non sembrano attinenti, ma che in qualche modo evocano un percorso della condizione umana, una strada senza ritorno ma che porta a un punto di osservazione privilegiata di una realtà che spesso non abbiamo occhi per guardare.
Parliamo oggi di Paola Pontiggia, di un essere che è prima di tutto un’artista. Ma l’espressione del suo talento sono le persone, gli ospiti di un’istituzione di cura ma da lei mai una volta considerati malati, oggetti di diagnosi e soggetti di terapia. Il progetto è scoprire le loro capacità espressive, trasformare potenzialità in realtà comunicabili: e l’arte è il risultato, il valore assoluto è la persona e l’arte è lo strumento per esprimere questo valore. Con Paola, professionista alta, molto alta, che ti porta a guardare in alto, si potrebbe aprire un lungo dibattitto, anzi, no, ascoltarla in una straordinaria lezione, perchè quel che si intuisce è che è naturalmente maestra, di quelle che forse non ci sono più, quelle che non insegnano ma crescono continuamente con gli altri e negli altri.
I temi sembrano essere quelli consueti, riflessioni sul design: ma in un contesto così diverso come quello in cui ci addentriamo è il design che riflette se stesso...
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