Così sacro, così profano

14 FEB 19
Ultimo aggiornamento: 18:50 | 16 MAG 25
Immagine di Così sacro, così profano
<scene di vita quotidiana, contadini e giovani madri, ragazzi in vesti da balilla, un ambiente familiare: entrare nelle sale della mostra “Il Regime dell’arte” (al Museo Civico “Ala Ponzone” fino al prossimo 3 marzo) è un modo per immergersi in un passato, non troppo lontano da noi, che inebria l’osservatore dei profumi di quelle case piccole, rustiche ricche di odori e sapori della campagna. Fra questi scenari campestri e quotidiani appaiono, però, alcuni personaggi che suscitano una sorta di déjà-vu nello spettatore. Gli artisti, infatti, spesso hanno preso in prestito figure e temi di ambito religioso per raffigurare il popolo immerso nel lavoro dei campi o nella quotidianità di una città in costante crescita sociale. Diventa quindi curioso capire perché si sceglie di mescolare il divino e il profano soprattutto in questo periodo storico in cui la pittura affronta un tema politico così delicato.
Immergendosi per un attimo nel mondo culturale del tempo, è necessario sottolineare quanto il contesto religioso fosse tanto caro al popolo. La chiesa era il punto di riferimento morale e culturale dei contadini e delle loro famiglie, quindi la fiducia nei suoi esponenti, siano essi sacerdoti o vescovi, era fortemente salda. Ciò che esprimeva la chiesa e il testo sacro si traduceva in un indiscusso modo di vivere...
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