L’Africa di Scolari, così vera e genuina

7 FEB 19
Ultimo aggiornamento: 18:5016 MAG 25
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Immagine di L’Africa di Scolari, così vera e genuina
Non bisogna lasciarsi trarre in inganno dal titolo: la mostra fotografica “Emozioni” di Antonio Scolari, fotografo viaggiatore scomparso un paio d’anni fa, allestita da domani fino al 26 febbraio nella sala degli Alabardieri di palazzo comunale, non è solo un reportage estetizzante che soddisfa la ricerca nostalgica di un esotismo perduto. L’immagine per Scolari è soprattutto empatia, partecipazione, se non piena condivisione di un destino. Il suo mal d’Africa non è solo la ricerca nostalgica di una purezza perduta, del mito di un’umanità povera e felice inseguito da una società che ha perso ormai il senso dei legami familiari, delle radici perse nella notte dei tempi, delle sue tradizioni ancestrali. L’obiettivo fotografico vuole trasmettere, soprattutto, un desiderio di partecipazione emotiva con l’essere umano, dovunque esso si trovi, dovunque esso soffra. E’ difficile mantenere il precario equilibrio tra l’attenzione documentaristica del fotografo e la facile retorica nostalgica che intravede nella lotta per la sopravvivenza di uomini, donne e bambini in un ambiente ostile, l’originale bellezza travolta dall’incedere inarrestabile della “civiltà” di importazione occidentale. Difficile, senza scivolare in una direzione piuttosto che in quell’altra...
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