Sguardi indagatori nelle figure di Carotti

Sarà inaugurata oggi, venerdì 23 novembre alle ore 16, nella sede di Net4market - CSAmed, in Palazzo Fodri (Corso Matteotti, 15) a Cremona, la mostra personale di Graziano Carotti, dal titolo “Petrolio”. All’apertura della mostra parteciperanno il sindaco Gianluca Galimberti e la critica d’arte Tiziana Cordani. Le sculture in terracotta di Carotti sono molto particolari e colpiscono la sensibilità dell’osservatore. Nonostante la loro rigidità, e staticità, sembrano chiedere aiuto, vogliono essere liberate, comprese. Titolo dell’opera centrale è “Petrolio“, declinato poi, con vari rimandi di natura storica, nelle opere intitolate “Reperti“. L’allestimento è arricchito da busti femminili in cui s’indagano le varie sfumature del dolore. La mostra rimarrà aperta fino al prossimo 31 gennaio (ed è visitabile negli orari d’ufficio).
Diplomato all’Accademia di Venezia nel 1971, Graziano Carotti inizia l’insegnamento nella scuola media e nel corso del tempo si dedica alla pittura, che, non abbandonerà mai. Acquisisce diverse competenze artistiche lavorando come restauratore di dipinti antichi. Si interessa di fotografia e di cinema, infine di teatro. Crea anche un gruppo di teatro di figura nel quale copre i ruoli di scenografo e regista. La costruzione dei burattini costituisce la porta di servizio dalla quale accede alla scultura. La terracotta è il materiale che privilegia dalla fine degli anni ottanta.
«Le creature fittili di Graziano Carotti - scrive la critica d’arte Tiziana Cordani a presentazione della mostra - vivono in una dimensione che sta tra l’onirico e il fantastico, come personaggi di una saga in cui si mescola la fantascienza col fantasy e mentre ti lasci afferrare dalla seduzione dell’immaginario fascinoso che evocano, ti arriva secca e limpida la consapevolezza dell’errore, non il loro, il tuo errore...»...
Diplomato all’Accademia di Venezia nel 1971, Graziano Carotti inizia l’insegnamento nella scuola media e nel corso del tempo si dedica alla pittura, che, non abbandonerà mai. Acquisisce diverse competenze artistiche lavorando come restauratore di dipinti antichi. Si interessa di fotografia e di cinema, infine di teatro. Crea anche un gruppo di teatro di figura nel quale copre i ruoli di scenografo e regista. La costruzione dei burattini costituisce la porta di servizio dalla quale accede alla scultura. La terracotta è il materiale che privilegia dalla fine degli anni ottanta.
«Le creature fittili di Graziano Carotti - scrive la critica d’arte Tiziana Cordani a presentazione della mostra - vivono in una dimensione che sta tra l’onirico e il fantastico, come personaggi di una saga in cui si mescola la fantascienza col fantasy e mentre ti lasci afferrare dalla seduzione dell’immaginario fascinoso che evocano, ti arriva secca e limpida la consapevolezza dell’errore, non il loro, il tuo errore...»...
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