"Filtri" deformanti, il segno dei tempi

Sono il frutto di una continua e ossessiva indagine interiore, l’approfondimento delle paure dell’uomo, la denuncia dei comportamenti della società di oggi, contraddittori spaccati del quotidiano. Sono “I Filtri”, le installazioni di Marco Gubellini, in mostra alla Galleria Arteatro della Fondazione San Domenico a Crema fino al prossimo 25 novembre (la mostra è visitabile dal martedì a sabato dalle 16 alle 19; la domenica 10-12, 16-19).
Marco Gubellini, artista di Bergamo, architetto laureato al Politecnico di Milano, ha scelto di esprimere la sua arte, all’inizio tramite la fotocomposizione, passando poi, alla piena espressione delle sue idee a livello tridimensionale con le installazioni che vengono realizzate con i più svariati materiali: cartapesta, Das, legno, gommapiuma, canapa, giocattoli, terra, specchi, abiti, tessuti, lattice, plastica, ferro,carta, resina e oggetti vari.
“Filtro”, dunque, è ciò che viene sovrapposto all’oggettività delle cose, potremmo dire alla loro verità, che le deforma, ne modifica la visione, ne seleziona alcune parti a discapito di altre. La lettura che ci suggerisce Marco Gubellini è che molti degli ambiti primari del nostro vivere (etica, estetica, spiritualità, convivenza…) giungano a noi dopo essere stati appunto filtrati.
Così le sue opere mirano a esplicitare, a smascherare questi meccanismi. Ma l’artista non sembra credere in una possibile redenzione di questa società se non attraverso una presa di coscienza forte, una terapia d’urto che risvegli i sensi e il senso di ciò che siamo o potremmo essere...
Marco Gubellini, artista di Bergamo, architetto laureato al Politecnico di Milano, ha scelto di esprimere la sua arte, all’inizio tramite la fotocomposizione, passando poi, alla piena espressione delle sue idee a livello tridimensionale con le installazioni che vengono realizzate con i più svariati materiali: cartapesta, Das, legno, gommapiuma, canapa, giocattoli, terra, specchi, abiti, tessuti, lattice, plastica, ferro,carta, resina e oggetti vari.
“Filtro”, dunque, è ciò che viene sovrapposto all’oggettività delle cose, potremmo dire alla loro verità, che le deforma, ne modifica la visione, ne seleziona alcune parti a discapito di altre. La lettura che ci suggerisce Marco Gubellini è che molti degli ambiti primari del nostro vivere (etica, estetica, spiritualità, convivenza…) giungano a noi dopo essere stati appunto filtrati.
Così le sue opere mirano a esplicitare, a smascherare questi meccanismi. Ma l’artista non sembra credere in una possibile redenzione di questa società se non attraverso una presa di coscienza forte, una terapia d’urto che risvegli i sensi e il senso di ciò che siamo o potremmo essere...
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