Vita d'artista: "Troppo umano", la personale di Mario Pozzan

6 SET 18
Ultimo aggiornamento: 18:4216 MAG 25
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Sono molte le ragioni per visitare “Troppo Umano”, prima antologica di Mario Pozzan aperta al pubblico da domani, sabato 8 settembre (alle 17 l’inaugurazione) al prossimo 7 ottobre presso il Museo Diotti a Casalmaggiore (via Formis): all’innegabile valore delle opere esposte si aggiunge la possibilità offerta al pubblico di avere una visione d’insieme – dipinti, disegni, sculture e pitture tridimensionali abbracciano un arco temporale che va dal periodo formativo nei primi anni Sessanta ai giorni nostri – sulla produzione di Pozzan, artista che si concede raramente alle occasioni espositive. Un gradito ritorno per Casalmaggiore, sede, nel 2004, di un’esposizione presso la Galleria del Teatro Comunale . «La mostra, necessariamente selettiva - come ricordato da Valter Rosa e Andrea Visioli che ne hanno curato l’allestimento e il catalogo - si propone come uno dei possibili percorsi della storia artistica di Pozzan, focalizzandosi su tre nodi essenziali: la ricerca di sé nelle innumerevoli forme dell’ “autoritratto accumulatorio”, l’esorcismo del male e della morte attraverso la decostruzione del volto e del corpo, la ricreazione plastico-costruttiva del mondo a partire dall’individuazione ed iterazione ossessiva di una forma organica assurta ad elemento modulare e compositivo». Nato a Modena nel 1940, Pozzan si è formato artisticamente sotto la guida del pittore Nando Negri all’Istituto d’Arte “Paolo Toschi” di Parma, dove ha conseguito il diploma nel 1960. Ha trascorso parte della giovinezza tra Parma e Casalmaggiore...
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