Giorgio Mori, cantore dell'eterno femminino

"Experience. Una vita in un giorno” è la mostra antologica che dal 1 al 24 giugno in Santa Maria della pietà celebrerà uno degli artisti cremonese più noti ed amato all’estero, Giorgio Mori. “Experience” si collega idealmente alla prima piccola mostra d’arte di Giorgio Mori che fu realizzata nel 1947 presso il Negozio di Panini in Galleria XXV Aprile perché fu proprio l’onda di entusiasmo provocata da quella prima esposizione pubblica a spingere quel ragazzo promettente a seguire la sua vocazione artistica fondata sulle influenze del cinema neorealista del secondo dopoguerra. Ma, a chi mastica un po’ di musica, il termine evoca anche suggestioni inusitate, quelle suggerite da quel primo album del 1967 che portò alla ribalta un chitarrista nero di una genialità rimasta ineguagliata. Quel Jimi Hendrix la cui musica da mezzo secolo detta legge. Eppure, quando, nel corso di un nostro recente incontro con il maestro abbiamo, tra il serio ed il faceto, buttato lì questa idea che ci frullava in testa, Mori non si è stupito: la sua pittura è luce, emozione, musica. Ed anche blues, perchè no? Anche se il suo percorso artistico, in realtà, è decisamente lineare, magari velato di una certa vena malinconica in quei sospesi paesaggi della laguna veneta, in certe leggiadre ed atmosferiche ballerine che evocano la nostalgia di una giovinezza perduta, di cui è rimasto il sapore agrodolce. Il percorso in Santa Maria della Pietà, organizzato in gruppi tematici dedicati ai principali temi (quali la donna, la ballerina, i fiori, i paesaggi) o al contesto storico degli esordi...
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