Beltrami, insigne glittografo

21 MAG 18
Ultimo aggiornamento: 18:39 | 16 MAG 25
Immagine di Beltrami, insigne glittografo
«V’ha egli forse mestieri di lodare quando i soli fatti tessono l’encomio il più lusinghiero?», si chiedeva nel 1839 Antonio Meneghelli, parlando di Giovanni Beltrami «onore del cielo italiano, perchè a niuno secondo fra i glittografi antichi, e forse maggiore di quanti fiorirono ne’ tempi a noi più vicini. Sono chiari il Pistrucci e il Berini; questi per molto valore nello scolpire le pietre dure tanto a rilievo, quanto ad incavo; quegli per avere incisa la lira sterlina, guardata qual tipo delle monete coniate per eccellenza. Ma niuno intraprese opere di lunga lena pari a quelle del Beltrami; niuno di accinse a rivaleggiare col pennello e collo scarpello; niuno diede in un topazzo di pochi pollici, od alta pietra di simil tempra, la Cena di Leonardo da Vinci, la Tenda di Dario di Lebrun, Giove coronato dalle Ore dell’Appiani, e Bacco consegnato da Mercurio alla Ninfa dell’antro Niseo, preso da un contorno dell’immortale Canova» (Meneghelli Antonio, Insigne glittografo Giovanni Beltrami, Padova, 1839)...
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