Ritratti di una città invisibile

15 MAR 18
Ultimo aggiornamento: 18:3616 MAG 25
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La prima volta che si sono incontrati, alla prima esposizione del progetto “Momenti Urbani”, a Pavia la sintonia è nata spontanea. «Quindi anche tu sei architetto?», ha chiesto Mariano Biazzi Alcàntara. Non proprio. Marco Vailati, pavese di vita ma soresinese d’origine, è un giornalista con la passione per la grafica e la fotografia urbana. Eppure...
eppure c’è nelle differenze di esperienze e di stile, qualcosa di comune, un tratto di continuità.
«Guardano la città con lo stesso occhio» spiega Elena Dagani, la prima ad accorgersi dell’affinità tra questi due artisti e la curatrice della mostra Luci ombre. Momenti urbani che da domani accosterà i lavori di Mariano e Marco in un progetto artistico a quattro mani ospitato dal Centro Culturale Agorà di Castelverde. Da un lato il “black and white mood” di Biazzi Alcàntara, architetto e fotografo con alle spalle diversi progetti ed esposizioni legate alla fotografia analogica e con Polaroid («un mezzo che non definisce e nel suo disordine lascia grande spazio all’emotività»), fatto di forti contrasti di luci e ombre che si proiettano sui volumi della città; dall’altro le elaborazioni grafiche di Vailati, scorci colti con uno smartphone e rielaborati con filtri digitali semplici in cui si fondono minimalismo grafico e vivacità cromatica. «Stili diversi - commenta la curatrice - ma lo stesso spirito, la stessa curiosità per i dettagli e l’architettura».
Non è dunque un caso se a presentare la mostra, patrocinata dall’Ordine di Cremona, sar resentata dall’architetto Massimo Masotti: «Si tratta - osserva il professionista - di aprire il ragionamento sulla fotografia di architettura. In questo il fotografo è colui che mette in risalto ciò che non è immediatamente percepibile, dando nuova ricchezza visiva a contesti periferici».
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