La scuola di Mario Lodi in mostra al Museo del Violino

1 FEB 18
Ultimo aggiornamento: 18:3516 MAG 25
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<+S FIRMA IN TESTA>di Fabio Canesi<+S CAP6R>N<+S TONDO>on esiste una singola chiave di lettura attraverso la quale spiegare nel dettaglio un percorso espositivo tanto articolato e suggestivo: “La scuola di Mario Lodi” si offre, infatti, a un’ampia serie di interpretazioni, utili complessivamente a conferire ulteriore valore all’indimenticabile figura del celebre maestro. A sottolinearlo è la figlia Cosetta, custode della memoria del padre oltreché attuale presidente de “La Casa delle Arti e del Gioco”, ovvero quell’associazione culturale (con sede a Drizzona) di fama nazionale che, in ossequio allo spirito del suo fondatore, s’impegna ormai da anni, fra l’altro, in tema di ricerca e di sviluppo delle capacità espressive, logiche e creative dei bambini.
Qual è il significato, quale il valore della mostra ospitata presso gli spazi del Museo del Violino di Cremona?
«L’evento vuole raccontare l’esperienza educativa di mio padre e dei suoi ragazzi avvenuta nelle scuole elementari di San Giovanni in Croce e del Vho di Piadena tra il 1948 e il 1978. Lo scopo, mediante le fotografie degli archivi delle famiglie Lodi e Tonucci e i testi tratti da alcune delle opere più conosciute del maestro, è quello di rammentare un metodo virtuoso che ha contrassegnato la scuola e il “pensiero” pedagogico italiano ed europeo, segnalandosi oltretutto per la sua capacità di radicamento a dimostrazione della propria attualità».
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