L’effetto Perugino sospesi nell’arte che ispirò Raffaello

18 GEN 18
Ultimo aggiornamento: 18:3416 MAG 25
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Immagine di L’effetto Perugino sospesi nell’arte che ispirò Raffaello
Sguardi che si sfiorano senza mai incrociarsi davvero. Gesti che si rincorrono senza mai intrecciarsi sul serio, in un dialogo sospeso nella penombra della pensosità.
Quella dei personaggi raffigurati, certamente, ma anche quella dell’osservatore che ferma i suoi passi nella chiesa di Sant’Agostino, presso il sesto altare di destra.
Sospensione: è questo l’“effetto Perugino”, che la pala raffigurante la Madonna col Bambino tra san Giovanni evangelista e sant’Agostino suscita dal 1494, anno in cui viene dipinta e arriva a Cremona, come ci ricorda l’iscrizione sul basamento del trono della Vergine.
Una sacra conversazione congelata in un istante di eternità, ma percepibile nel racconto straordinario delle sue figure. Una dolcissima Maria, dal volto gentilmente inclinato, che alcuni dicono riporti i lineamenti di Chiara Fancelli, all’epoca neo-sposa del pittore umbro. Un Gesù Bambino curioso e un poco agitato, girato verso colui che nel corso dei decenni ha dato ben più d’un grattacapo agli studiosi riguardo alla sua identità.
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