Antonio Stradivari e l’enigma del volto

21 DIC 17
Ultimo aggiornamento: 16:33 | 16 MAG 25
Immagine di Antonio Stradivari e l’enigma del volto
Il nome del liutaio più famoso di tutti i tempi risuona in ogni angolo del pianeta ma molti aspetti della sua esistenza rimangono avvolti nel mistero. Uno su tutti: il suo volto.
Che sembianze aveva l’uomo Stradivari? Il Museo del Violino indaga questo affascinante quesito in occasione dello StradivariMemorialDay con l’esposizione di due raffigurazioni del Maestro.
Entrando nella sala che ospita gli strumenti del network Friends of Stradivari e che fino a pochi mesi fa dava dimora al Suonatore di liuto di Caravaggio non si può non rimanere colpiti dai due dipinti che, posti uno a fianco dell’altro, sembrano raccontare la stessa storia - in due versioni differenti.
Il primo, intitolato La bottega di Stradivari, è esito del felice gioco di pennelli del cremonese Alessandro Rinaldi e risale al 1886, quando fu presentato all’inaugurazione della nuova sede della Società Permanente di Milano. Il secondo, invece, è un presunto Ritratto di Stradivari attribuito a Bernardino De Hò, pittore cremonese attivo tra Sei e Settecento - come l’effigiato - e noto per una vena eccentrica e ironica ben espressa nel genere delle bambocciate.
Il dialogo tra i due dipinti sembra un gioco tra opposti.
Il Rinaldi, esteso per poco più di un metro d’altezza e quasi un metro e mezzo di larghezza, accuratamente impaginato con dovizia di particolari, sembra un gigante accanto al piccolissimo De Hò, sintetico e vivace quadretto di una manciata di centimetri di lunghezza e larghezza. Provenienza pubblica per il primo (è un dipinto gentilmente prestato dalla Pinacoteca Ala Ponzone), collezione privata per il secondo, per la prima volta esposto.
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