Con le foto di Madini il giro del mondo negli occhi dei bimbi

Recita una celebre massima attribuita ad un grande vesploratore del mondo arabo: Viaggiare ti lascia senza parole, poi ti trasforma in un narratore. «Così a volte, per chi ha la fortuna di poter vedere terre lontane, raccontare diventa un imperativo etico nei confronti del nostro mondo a volte così chiuso dentro il proprio cortile».
Il dottor Enrico Madini, seduto nel suo studio medico arredato con grandi stampe incorniciate, spiega così il suo percorso fotografico: «Ho inziato con la fotografia e i video subacquei perché le immagini erano quello che potevo portarmi fuori dall’acqua dopo le immersioni. Poi sono uscito sulla terraferma e la mia passione per la fotografia ha incontrato quella per i viaggi che mi hanno portato ad incontrare etnie, popoli, riti e culture molto diverse».
I suoi reportage dall’africa sono documentati sul suo sito internet e già esposti in mostre e libri molto aprrezzati, ma sono anche occasione di impegno, a sostegno della fondazione Barjo imé che si occupa di favorire l’accesso all’acqua e all’istruzione in tre villaggi Hamer dell’Etiopia del Sud e di cui lo stesso Madini è fondatore.
Con questa finalità benefica saranno venduti il libro “Frammenti d’Africa” e il calendario 2018 dal titolo “Sguardi” anche presso la Rsa Nolli-Pigoli di Sesto Cremonese dove, da domani (inaugurazione alle ore 11) fino all’11 febbraio sarà allestita la nuova mostra foptografica del medico cremonese, dal titolo “Stelle senza nome - Un mondo di bambini”, dedicata a Michela Moretti, referente dell’ufficio personale della Rsa e al fotografo cremonese Antonio Scolari, entrambi scomparsi negli ultimi mesi.
«Si tratta di una mostra a tema - spiega Madini - nata da un’idea della curatrice Roberta Galuppini che dopo aver visto alcune presentazioni dei miei reportage mi ha chiesto di pensare ad un percorso con le immagini di bambini. Ho accettato, anche se il “bambinismo” è una moda della fotografia oggi. Con il ritratto di un bimbo è facile colpire chi guarda. Meno facile è farlo in modo non troppo retorico o già visto».
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Il dottor Enrico Madini, seduto nel suo studio medico arredato con grandi stampe incorniciate, spiega così il suo percorso fotografico: «Ho inziato con la fotografia e i video subacquei perché le immagini erano quello che potevo portarmi fuori dall’acqua dopo le immersioni. Poi sono uscito sulla terraferma e la mia passione per la fotografia ha incontrato quella per i viaggi che mi hanno portato ad incontrare etnie, popoli, riti e culture molto diverse».
I suoi reportage dall’africa sono documentati sul suo sito internet e già esposti in mostre e libri molto aprrezzati, ma sono anche occasione di impegno, a sostegno della fondazione Barjo imé che si occupa di favorire l’accesso all’acqua e all’istruzione in tre villaggi Hamer dell’Etiopia del Sud e di cui lo stesso Madini è fondatore.
Con questa finalità benefica saranno venduti il libro “Frammenti d’Africa” e il calendario 2018 dal titolo “Sguardi” anche presso la Rsa Nolli-Pigoli di Sesto Cremonese dove, da domani (inaugurazione alle ore 11) fino all’11 febbraio sarà allestita la nuova mostra foptografica del medico cremonese, dal titolo “Stelle senza nome - Un mondo di bambini”, dedicata a Michela Moretti, referente dell’ufficio personale della Rsa e al fotografo cremonese Antonio Scolari, entrambi scomparsi negli ultimi mesi.
«Si tratta di una mostra a tema - spiega Madini - nata da un’idea della curatrice Roberta Galuppini che dopo aver visto alcune presentazioni dei miei reportage mi ha chiesto di pensare ad un percorso con le immagini di bambini. Ho accettato, anche se il “bambinismo” è una moda della fotografia oggi. Con il ritratto di un bimbo è facile colpire chi guarda. Meno facile è farlo in modo non troppo retorico o già visto».
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