Le foto-visioni di Ellis Palmer

Cambiano le ambientazioni e si entra in una nuova atmosfera, quasi in una nuova dimensione. Si inaugura oggi (alle 18.30 l’evento di apertura) la seconda mostra fotografica curata da Walter Borghisani e ospitata nei locali della Torrefazione Vittoria.
Dopo il viaggio nel profondo Nord con i reportage artici di Hirene Tondelli, è un’altra fotografa italiana a tracciare un segno nefgli ambienti industriali del locale di via Ferrabò. Ellis Palmer (nome d’arte di Elisa Palmari) presenta il progetto “Con Venere in scorpione” una suggestiva raccolta di 36 scatti realizzati a pellicola con un bianco e nero di forte intensità, che utilizza i contrasti di luci e ombre impressi sulla pellicola per definire un «diario personale – spiega il curatore nella presentazione della mostra - di taglio cinematografico il cui richiamo a Lynch ed Ackermann non è casuale».
Ellis Palmer, autrice parmense con un passato di ricerca e studi tra Milano, Londra e Roma, ha sempre con sé una macchina fotografica da borsetta e un rullino bianco e nero. Le sue immagini vanno però oltre la rappresentazione della realtà. Si tratta di vere e proprie visioni, costruzioni «non convenzionali ed a volte grottesche» che non celano un alone di mistero ed un filo di inquietante presentimento. E’ una fotografia di contrasti, addirittura di lotta, come suggerisce il titolo del percorso, ricco di simbologie: La bellezza di Venere e l’accostamento a Plutone, divinità dell’occulto richiama ad un amore tormentato, ad una relazione fatta di «dilemmi inconciliabili» e inevitabile sofferenza.
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Dopo il viaggio nel profondo Nord con i reportage artici di Hirene Tondelli, è un’altra fotografa italiana a tracciare un segno nefgli ambienti industriali del locale di via Ferrabò. Ellis Palmer (nome d’arte di Elisa Palmari) presenta il progetto “Con Venere in scorpione” una suggestiva raccolta di 36 scatti realizzati a pellicola con un bianco e nero di forte intensità, che utilizza i contrasti di luci e ombre impressi sulla pellicola per definire un «diario personale – spiega il curatore nella presentazione della mostra - di taglio cinematografico il cui richiamo a Lynch ed Ackermann non è casuale».
Ellis Palmer, autrice parmense con un passato di ricerca e studi tra Milano, Londra e Roma, ha sempre con sé una macchina fotografica da borsetta e un rullino bianco e nero. Le sue immagini vanno però oltre la rappresentazione della realtà. Si tratta di vere e proprie visioni, costruzioni «non convenzionali ed a volte grottesche» che non celano un alone di mistero ed un filo di inquietante presentimento. E’ una fotografia di contrasti, addirittura di lotta, come suggerisce il titolo del percorso, ricco di simbologie: La bellezza di Venere e l’accostamento a Plutone, divinità dell’occulto richiama ad un amore tormentato, ad una relazione fatta di «dilemmi inconciliabili» e inevitabile sofferenza.
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