Con Massimiliano Pezzolini un Grand Tour in acquerello

La passione per l’arte gli scorre nelle vene fin dall’età più tenera, ed oggi che è arrivato a essere protagonista della sua quarta mostra (la terza allestita a Cremona) - “Liquido. Finché l’opera lo assorbe”, in programma da domani fino al prossimo 9 dicembre negli spazi di “BertoldiArte” - Massimiliano Pezzolini ricorda con enorme nostalgia il suo approccio al mondo dell’illustrazione: «Impegnati con il loro lavoro, i miei genitori mi affidarono, quand’ero bambino, alle cure dei nonni: fu dentro la loro casa, seduto di fianco a mio nonno, pittore oltreché grafico, che scoprii le mie inclinazioni artistiche. Lì capii quale sarebbe stata, da adulto, la mia attività».
È una passione, quella di Pezzolini, che con il trascorrere del tempo lo ha portato a collaborare con alcune fra le più prestigiose riviste nazionali (tra cui “Bell’Italia” e “Bell’Europa”) per le quali ha realizzato opere di grande pregio, mirate a riprodurre su carta il fascino e la suggestione di scorci architettonici fra i più conosciuti al mondo.
Proprio alcune delle illustrazioni pubblicate su entrambi i magazine («Circa trenta, così da coprire un arco temporale compreso tra gli anni Novanta e i primi anni del Duemila», informa l’artista) andranno a costituire l’interessante corpus espositivo, una sorta di “riassunto” di una carriera fortunata per quanto non priva di difficoltà.
«L’arte nella sua dimensione globale è un terreno sopra il quale non è semplice camminare: io stesso ho vissuto momenti faticosi, superati comunque grazie alla mia forza di volontà e al senso di appagamento che deriva dai complimenti ricevuti dai tanti committenti ai quali ho consegnato i miei lavori».
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È una passione, quella di Pezzolini, che con il trascorrere del tempo lo ha portato a collaborare con alcune fra le più prestigiose riviste nazionali (tra cui “Bell’Italia” e “Bell’Europa”) per le quali ha realizzato opere di grande pregio, mirate a riprodurre su carta il fascino e la suggestione di scorci architettonici fra i più conosciuti al mondo.
Proprio alcune delle illustrazioni pubblicate su entrambi i magazine («Circa trenta, così da coprire un arco temporale compreso tra gli anni Novanta e i primi anni del Duemila», informa l’artista) andranno a costituire l’interessante corpus espositivo, una sorta di “riassunto” di una carriera fortunata per quanto non priva di difficoltà.
«L’arte nella sua dimensione globale è un terreno sopra il quale non è semplice camminare: io stesso ho vissuto momenti faticosi, superati comunque grazie alla mia forza di volontà e al senso di appagamento che deriva dai complimenti ricevuti dai tanti committenti ai quali ho consegnato i miei lavori».
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