Fioriscono i colori nell’arte di Sakurai

Come una pioggia di colori, l’arte di Shinya Sakurai bagna la tela fino a farla fiorire, portando a Crema un angolo di Oriente. Sabato 28 ottobre 2017 alle ore 17 l’artista giapponese inaugura la mostra personale My favorite colors presso la galleria Arteatro della Fondazione San Domenico, visitabile fino a domenica 26 novembre.
L’esposizione raccoglie una ventina di opere, frutto di un percorso avviato nel 2013 e concretizzato negli ultimi due anni. Shinya Sakurai nasce a Hiroshima nel 1981, una città tra le montagne e il mare tristemente nota per il disastro nucleare che ha messo fine al secondo conflitto mondiale. «Quando parlo di Hiroshima, spesso le persone immaginano una città grigia, devastata, in pochi sanno che è rinata» racconta l’artista, che da tredici anni vive in Italia senza abbandonare il contatto con il suo Paese natale.
Dopo la laurea in belle arti a Osaka, Sakurai si trasferisce a Torino per completare gli studi presso l’Accademia Albertina, dove entra in contatto con i grandi maestri del Novecento italiano. Un percorso personale e artistico che lo porta a creare una forma di neo-pop segnico in grado di fondere la tradizione nipponica alle suggestioni europee. Allievo dei maestri del Gutai, movimento dell’avanguardia.
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L’esposizione raccoglie una ventina di opere, frutto di un percorso avviato nel 2013 e concretizzato negli ultimi due anni. Shinya Sakurai nasce a Hiroshima nel 1981, una città tra le montagne e il mare tristemente nota per il disastro nucleare che ha messo fine al secondo conflitto mondiale. «Quando parlo di Hiroshima, spesso le persone immaginano una città grigia, devastata, in pochi sanno che è rinata» racconta l’artista, che da tredici anni vive in Italia senza abbandonare il contatto con il suo Paese natale.
Dopo la laurea in belle arti a Osaka, Sakurai si trasferisce a Torino per completare gli studi presso l’Accademia Albertina, dove entra in contatto con i grandi maestri del Novecento italiano. Un percorso personale e artistico che lo porta a creare una forma di neo-pop segnico in grado di fondere la tradizione nipponica alle suggestioni europee. Allievo dei maestri del Gutai, movimento dell’avanguardia.
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