L'arte rivela l'anima d'acqua della città Così la cultura riporta Cremona alla riscoperta delle sue origini vitali

Siamo una terra... d’acqua. Dall’Oglio all’Adda, seguendo il percorso che porta al grande fiume lento, è un fatto originario, il tratto distintivo del paesaggio delle campagne e della conformazione urbana, la linfa di un’economia millenaria, un luogo di imprese sportive e di svago... L’acqua, per Cremona è un fatto culturale, nel senso più ampio del termine, eppure sembra sempre un poco più lontana dalle nostre vite.
C’è però, durante l’estate del grande caldo e della siccità, un richiamo forte che riporta il fiume dentro la città, attraverso le sue rappresentazioni, come stimolo a un rinnovamento, a una vera e propria riscoperta. La ristrutturazione delle Colonie Padane sarà è il segno tangibile di questo riavvicinamento della città ai suoi spazi d’acqua, mentre è il mondo dell’arte ad alimentare questa tensione al re-incontro. Il Festival Monteverdi, giunto quest’anno al suo apice di popolarità e apertura, ripropone con crescente successo la crociera musicale tra Cremona, Mantova e Venezia; altre piccole iniziative musicali e gastronomiche portano il tramonto d’acqua incontro al pubblico cremonese, mentre la città allunga lo sguardo. Prende quota la collaborazione tra Cremona e le terre del Garda - fiume e lago - e in particolare con Salò, nel nome della grande liuteria e della musica: Acquedotte giunge alla sua terza edizione e sposta con decisione il suo baricentro verso Cremona. L’acqua è nelle note di grandi artisti, nelle melodie del jazz nelle contaminazioni tra testi e suoni, e nelle opere d’arte. Dopo la mostra di Alessandro Sanna (”Il Grande Fiume Lento”) il Museo Civico saluta l’estate con una affascinante mostra dedicata al quinto elemento con le opere di De Conciliis, Guccione, Ciardi... Una piccola gemma, elogio alla luce e alla lentezza. Un inno all’acqua - piatta e viva, silente e tumultuosa - ma soprattutto ai luoghi che vi si specchiano. Da sempre.
C’è però, durante l’estate del grande caldo e della siccità, un richiamo forte che riporta il fiume dentro la città, attraverso le sue rappresentazioni, come stimolo a un rinnovamento, a una vera e propria riscoperta. La ristrutturazione delle Colonie Padane sarà è il segno tangibile di questo riavvicinamento della città ai suoi spazi d’acqua, mentre è il mondo dell’arte ad alimentare questa tensione al re-incontro. Il Festival Monteverdi, giunto quest’anno al suo apice di popolarità e apertura, ripropone con crescente successo la crociera musicale tra Cremona, Mantova e Venezia; altre piccole iniziative musicali e gastronomiche portano il tramonto d’acqua incontro al pubblico cremonese, mentre la città allunga lo sguardo. Prende quota la collaborazione tra Cremona e le terre del Garda - fiume e lago - e in particolare con Salò, nel nome della grande liuteria e della musica: Acquedotte giunge alla sua terza edizione e sposta con decisione il suo baricentro verso Cremona. L’acqua è nelle note di grandi artisti, nelle melodie del jazz nelle contaminazioni tra testi e suoni, e nelle opere d’arte. Dopo la mostra di Alessandro Sanna (”Il Grande Fiume Lento”) il Museo Civico saluta l’estate con una affascinante mostra dedicata al quinto elemento con le opere di De Conciliis, Guccione, Ciardi... Una piccola gemma, elogio alla luce e alla lentezza. Un inno all’acqua - piatta e viva, silente e tumultuosa - ma soprattutto ai luoghi che vi si specchiano. Da sempre.
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO CON LE INTERVISTE SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO DEL 28 LUGLIO 2017, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT