Le vite di Tina Modotti fotografa rivoluzionaria

Giunge al suo quarto e ultimo appuntamento l’edizione 2017 di “Nati sotto Saturno”, la rassegna estiva dedicata da Crart al mondo dell’arte. Dopo I viaggi di Stendhal, Modigliani e Antonio Ligabue, martedì 25 luglio sarà proposto un incontro sulla straordinaria figua di Tina Modotti, attrice e modella, attivista politica e fotografa tra le più influenti della sua epoca. Racconto, immagini e filmati percorreranno una biografia tanto complessa da meritare la definizione di “matrioska” per la sua capacità di cambiare passioni, continenti e vita. Poco nota in Italia è invece conosciuta e apprezzata nel mondo.
Nata a Udine nel 1896 da una famiglia molto povera si trasferisce con i genitori in Austria. Poi, dopo un breve ritorno in patria, a 17 anni raggiunge il padre negli Stati Uniti, a San Francisco. Qui inizia a lavorare in una fabbrica di cappelli, ma la sua personalità e la sua spiccata sensibilità artistica la avvicinano al vivace mondo della cultura cittadina. Recita in alcuni film muti, conosce e sposa Roubaix de l’Abrie Richey, pittore e poeta canadese e la loro casa a Los Angeles diventa una sorta di circolo bohemiène attorno a cui gravita un gruppo di artisti. Qui Tina conosce il grande fotografo minimalista Edwar Weston, ne diventa modella, allieva e amante. E’ lui a insegnarle le tecniche fotografiche e con lui la giovane irrequieta, dopo la morte del marito, si trasferirà in Messico. Qui per sette anni Tina coltiva la sua passione per la fotogrtafia e il suo impegno politico. Militante del partito comunista messicano, amica intima di Diego Rivera e Frida Khalo, documenta con la sua mastodontica Graflex in legno la vita dei campi e i moti rivoluzionari del popolo messicano, lavora per riviste e nel 1929 il Museo nacional de arte di Città del Messico le dedica una retrospettiva presentata come «la prima mostra fotografica rivoluzionaria in Messico»
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Nata a Udine nel 1896 da una famiglia molto povera si trasferisce con i genitori in Austria. Poi, dopo un breve ritorno in patria, a 17 anni raggiunge il padre negli Stati Uniti, a San Francisco. Qui inizia a lavorare in una fabbrica di cappelli, ma la sua personalità e la sua spiccata sensibilità artistica la avvicinano al vivace mondo della cultura cittadina. Recita in alcuni film muti, conosce e sposa Roubaix de l’Abrie Richey, pittore e poeta canadese e la loro casa a Los Angeles diventa una sorta di circolo bohemiène attorno a cui gravita un gruppo di artisti. Qui Tina conosce il grande fotografo minimalista Edwar Weston, ne diventa modella, allieva e amante. E’ lui a insegnarle le tecniche fotografiche e con lui la giovane irrequieta, dopo la morte del marito, si trasferirà in Messico. Qui per sette anni Tina coltiva la sua passione per la fotogrtafia e il suo impegno politico. Militante del partito comunista messicano, amica intima di Diego Rivera e Frida Khalo, documenta con la sua mastodontica Graflex in legno la vita dei campi e i moti rivoluzionari del popolo messicano, lavora per riviste e nel 1929 il Museo nacional de arte di Città del Messico le dedica una retrospettiva presentata come «la prima mostra fotografica rivoluzionaria in Messico»
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