L’uccellino ritrovato tra le tessere del mosaico

Era custodito in un magazzino e, dopo il trasporto dallo scavo in piazza Marconi, terminato nel 2008, si stava velocemente sgretolando. L’intervento d’emergenza eseguito dal restauratore Giorgio Arcari è servito a riportare in vita uno straordinario frammento di mosaico di cui solo la figura di un grazioso uccellino, già ricoverata al museo archeologico di San Lorenzo, lasciava intuire la straordinaria bellezza. Il mosaico, ridotto in frammenti anneriti dal fuoco, era sprofondato nel terreno sotto il peso di alcuni sacchi di granaglie che i proprietari della domus avevano nascosto in un estremo tentativo di fuga, nella camera da letto, ritenuta sicura. Nel periodo compreso tra il 40 a.C ed il 69 d.C., anno in cui fu distrutto, l’isolato di piazza Marconi era occupato da una serie di abitazioni, la più importante delle quali è stata chiamata la “domus del ninfeo”, per la presenza di questo elemento, trovato in frammenti e poi ricomposto, nella quinta architettonica del giardino.
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