Un muro per viaggiare l’arte di strada riaccende le periferie

Di auto, la notte, quando i pendolari hanno già programmato la sveglia e si godono le ore di riposo, ne passano poche. Qualcuno però, passando per via Vecchia Dogana in questo periodo ha trovato la strada chiusa e i parcheggi vietati. E ha incontrato Marco Cerioli con la sua piccola “crew” di giovani artisti con i fari puntati contro il lungo muro che corre da via Brescia fino al parcheggio della stazione. «Con il buio - spiega il giovane artista cremonese - proiettiamo le tracce che poi di giorno ripassiamo con i pennelli».
Marco si è da poco laureato alla Laba (Libera Accademia di Belle Arti) di Brescia con una tesi dal titolo “No time no space”, come la canzone di Battiato. E adesso, dopo alcune collaborazioni con il suo professore Orticanoodles, la mette sul muro. Duecento metri di lunghezza, 400 metri quadrati di murales. «Volevo lasciare qualcosa nella mia città».
Il tema incontra quello proposto dalla Rete Ferroviaria Italiana, proprietaria del muro: il viaggio. Unica condizione posta dalla Società per mettere a disposizione la parete per il progetto attivato dall’Amministrazione Comunale. «Era pieno di graffiti - sorride Riccardo Zelioli del Servizio Progettazione e rigenerazione urbana del Comune) - Diciamo che abbiamo cambiato genere». Ad accompagnare il percorso da e verso la stazione ci saranno i grandi viaggiatori dell’epoca contemporanea ritratti in gigantografie posterizzate bianche e nere.
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Marco si è da poco laureato alla Laba (Libera Accademia di Belle Arti) di Brescia con una tesi dal titolo “No time no space”, come la canzone di Battiato. E adesso, dopo alcune collaborazioni con il suo professore Orticanoodles, la mette sul muro. Duecento metri di lunghezza, 400 metri quadrati di murales. «Volevo lasciare qualcosa nella mia città».
Il tema incontra quello proposto dalla Rete Ferroviaria Italiana, proprietaria del muro: il viaggio. Unica condizione posta dalla Società per mettere a disposizione la parete per il progetto attivato dall’Amministrazione Comunale. «Era pieno di graffiti - sorride Riccardo Zelioli del Servizio Progettazione e rigenerazione urbana del Comune) - Diciamo che abbiamo cambiato genere». Ad accompagnare il percorso da e verso la stazione ci saranno i grandi viaggiatori dell’epoca contemporanea ritratti in gigantografie posterizzate bianche e nere.
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