Stradivari, segreti di bottega nella collezione dei reperti

27 APR 17
Ultimo aggiornamento: 18:2316 MAG 25
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Immagine di Stradivari, segreti di bottega nella collezione dei reperti
L’intero patrimonio di disegni tecnici rinascimentali e barocchi è andato perduto ad eccezione dei reperti stradivariani e di quelli in qualche modo legati alla memoria del grande liutaio cremonese. C’è però da sfatare il mito che i reperti stradivariani fossero tutti quelli donati a Cremona da Giuseppe Fiorini e riconosciuti come tali grazie alla perizia e alla consulenza del grande liutaio Simone Fernando Sacconi. Il nuovo catalogo “Antonio Stradivari. Disegni, modelli, forme curato da Fausto Cacciatori con la collaborazione di Marco D’Agostino non intende certo sfatare tale attribuzione, ma piuttosto presentare l’insieme di tutti i reperti attualmente in possesso della comunità cremonese e in deposito presso il Museo del violino (si tratta di oltre 1300 oggetti). Di ciascuno di essi è stata offerta un’accurata catalogazione e ne sono state ricostruite le vicende complessive in un’articolata presentazione generale. D’altra parte è stato anche possibile avvalersi delle più moderne tecniche di indagine di laboratorio per analizzare quella che è la “traccia” riscontrabile sui documenti superstiti, ossia l’inchiostro usato da Stradivari e dai suoi familiari, le cui componenti sono state scientificamente analizzate dal Laboratorio Arvedi di Diagnostica non Invasiva dell’Università di Pavia.
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