Lastre Betri, un tesoro della memoria

Erano contenute in vecchi scatoloni di cartone, molte danneggiate e tenute insieme con nastro adesivo trasparente. Oggi costituiscono un patrimonio storico e culturale di inestimabile valore in quanto restituiscono l’immagine di un passato in cui la temporaneità può riconoscersi e specchiarsi. E’ questo il miracolo compiuto dalle “Lastre Betri”, realizzate ai primordi della fotografia da Aurelio Betri, orefice di professione, come ricorda la lapide al cimitero civico, ma anche fotografo, il primo di quella nutrita serie di artisti che hanno rappresentato una vera e propria “scuola” cremonese. Ora queste lastre, che nei loro semplici, ma non ingenui, ed infiniti ritocchi recano la sensibilità e la maestrìa dei pionieri, vengono presentate in mostra accanto alle immagini perfette ottenute in camera oscura, conservando il sapore di quel bianco e nero che, ai colori della pittura, sostituisce le infinite suggestioni delle ombre e dei chiaroscuri. “Immagini della vecchia Cremona nelle ‘Lastre Betri’ – Il fondo fotografico antico della Biblioteca statale di Cremona” è il tema di questa raccolta offerta nelle sale della Biblioteca Statale, promossa e curata dal ricercatore e storico della fotografia Roberto Caccialanza, con la collaborazione del direttore Stefano Campagnolo e del Lions Club Cremona Host, Sono esposte sedici lastre negative restaurate grazie al contributo del Lions Club Cremona Host ed alcune altre di particolare interesse storico e tecnico, oltre a 120 stampe cartacee contemporanee di vario formato che riproducono in positivo altrettante lastre, riprodotte a suo tempo per pubblicare cartoline postali o per illustrare riviste, libri, opuscoli, litografie.
