Gli studi cremonesi del Moro nel "Codice degli Sforza"

16 MAR 17
Ultimo aggiornamento: 18:2116 MAG 25
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E’ il tesoro più prezioso della Biblioteca Reale di Torino ed è stato realizzato a Cremona, nel castello di Santa Croce. Il Codice Sforza, conosciuto infatti come il “quadernetto di Cremona”, dopo un complesso restauro, è stato esposto fino allo scorso 6 marzo a palazzo Madama in occasione della mostra “Emanuele d’Azeglio. Il collezionismo come passione” e sarà nuovamente oggetto di studio per meglio circoscrivere la personalità di chi lo ha ispirato, il precettore cremonese dei duchi milanesi, Giovanni Francesco Picenardi. Si deve infatti al d’Azeglio l’acquisto dell’originale del codice nel 1860 a Londra, la sua riproduzione fotografica per opera di Camille Silvy e in seguito, nel 1863 la vendita alla Biblioteca Reale. Grazie alla casa editrice Novacharta di Padova, diretta da Vittoria de Buzzaccarini, nell’ambito del progetto “Salviamo un codice” si è giunti al suo restauro ed a una edizione in facsimile in tiratura limitata.
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