Barbey: «Il “mio” Vietnam è un racconto di persone»

«Vedete questo ragazzino...». Bruno Barbey, macchina fotografica a tracolla, si avvicina ad una delle fotografie che ha scattato in Vietnam nel 1972. Nella cornice l’immagine in bianco e nero mostra un bambino con gli occhi bassi tra le macerie di An Loc, rasa al suolo dai bombardamenti americani. «Distruggevano le cose per distruggere l’umanità che le abitava». Per questo la figura esile del ragazzino sudvietnamita contiene tutta la forza del racconto di questo scatto: «E’ lui al centro di tutta quella distruzione, era lui il mio obiettivo. Mi interessa l’umano»...
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