Palazzo Cittanova gli affreschi mai visti

28 LUG 16
Ultimo aggiornamento: 18:1216 MAG 25
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Immagine di Palazzo Cittanova gli affreschi mai visti
Anche per la giunta Galimberti, il palazzo Cittanova rappresenta un spina nel fianco. Il Comune resta dell’idea che l’edificio debba essere valorizzato, anche se il precedente bando per l’assegnazione in concessione ad un privato ad uso di sala polivalente, non ha avuto l’esito sperato. Corsi e ricorsi storici. Nel 1883 il consiglio comunale di Cremona aveva addirittura deciso all’unanimità di raderlo al suolo per i costi elevati che avrebbe comportato il suo restauro. Tra i più fervidi sostenitori della demolizione vi era Leonida Bissolati che però venne messo in minoranza da una successiva votazione del 20 gennaio 1886 con cui se ne decise, viceversa, il recupero.
In realtà dovevano trascorrere altri 27 anni perchè iniziassero i lavori veri e propri, sulla base di un progetto dell’ingegnere milanese Emilio Gussalli sostenuto dall’assessore Alessandro Groppali, approvato dal consiglio comunale il 14 giugno 1913. Il palazzo restò chiuso per quattordici anni fino a quando nel 1927, furono conclusi gli interventi di tipo statico, come annunciava trionfalmente il “Regime Fascista” del 25 maggio: «Ora il palazzo, magnifico e suggestivo nella struttura esterna, nella scala, nello smisurato salone superiore, è nuovo invidiabile ornamento di Cremona che via via coi successivi restauri di edifici, con la messa in valore delle sue raccolte, è prossima a ridiventare centro artistico e storico impareggiabile, e attrattiva irresistibile per gli italiani e per gli stranieri”. Eppure solo dopo un anno si era già pronti a mettere nuovamente mano ad un altro corposo intervento di “modernizzazione”che avrebbe dovuto interessare la decorazione del grande salone, con il coinvolgimento del pittore Antonio Rizzi.
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