Le "Acque" di Castellani Alle sorgenti del mistero

Fuoco, aria, acqua, terra. Al terzo dei quattro elementi naturali è dedicata la mostra estiva di Giuseppe Castellani “Acque”: venti opere di piccolo formato visibili nell’atelier dell’artista in via Pippia 18 dal 31 luglio al 4 settembre tutte le sere dal lunedì al venerdì dalle 21 alle 22,30, il sabato e i festivi dalle 16 alle 19 e dalle 21 alle 22,30.
Nella sua ricerca d’assoluto Castellani non poteva non ritornare all’origine stessa della vita. Non a caso cita il primo capitolo della Genesi: “Dio disse: ‘Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volìno sopra la erra, davanti al firmamento del cielo’: Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo le loro specie, e tutti gli uccelli alati, secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona”. Il fuoco Castellani l’ha trovato nei rossi tramonti alpini che scolpiscono i profili delle sue montagne, l’aria è quella tersa e pura dei suoi ghiacciai, la luce che scompone e ricompone la materia, la terra è quella brulla, aspra, primordiale e incontaminata delle sue inaccessibili vette. Ma Castellani è anche uomo di pianura e di fiume: e l’acqua è luce, vita, musica. Guerra e pace. Per le religioni sciamaniche l’acqua è l’elemento per eccellenza della purificazione, della mente subconscia, dell’amore e delle emozioni, e la sua magia era considerata quasi da ogni cultura e civiltà antica l’elemento primario per l’esistenza, un elemento legato al piacere, l’amicizia, il matrimonio, la fertilità, la guarigione, il sonno ed il sogno.
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Nella sua ricerca d’assoluto Castellani non poteva non ritornare all’origine stessa della vita. Non a caso cita il primo capitolo della Genesi: “Dio disse: ‘Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volìno sopra la erra, davanti al firmamento del cielo’: Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo le loro specie, e tutti gli uccelli alati, secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona”. Il fuoco Castellani l’ha trovato nei rossi tramonti alpini che scolpiscono i profili delle sue montagne, l’aria è quella tersa e pura dei suoi ghiacciai, la luce che scompone e ricompone la materia, la terra è quella brulla, aspra, primordiale e incontaminata delle sue inaccessibili vette. Ma Castellani è anche uomo di pianura e di fiume: e l’acqua è luce, vita, musica. Guerra e pace. Per le religioni sciamaniche l’acqua è l’elemento per eccellenza della purificazione, della mente subconscia, dell’amore e delle emozioni, e la sua magia era considerata quasi da ogni cultura e civiltà antica l’elemento primario per l’esistenza, un elemento legato al piacere, l’amicizia, il matrimonio, la fertilità, la guarigione, il sonno ed il sogno.
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