Da Corte de' Frati al Vaticano Nelle opere di Daniele Giani il rinascimento dell’arte organaria

24 LUG 16
Ultimo aggiornamento: 18:1116 MAG 25
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L'arte può nascere anche in provincia, tra le campagne del Cremonese. Anzi, l’ascetica tranquillità di quei luoghi può favorire lo sviluppo di un’attività che si declina con i tempi di una sapienza antica, e che pure deve fare i conti con le esigenze della modernità. Daniele Giani ha trovato tra le mille anime che abitano la comunità di Corte de’ Frati l’ambiente ideale per far nascere e crescere una bottega organaria tra le più rinomate in Italia. Non è un caso che l’emerito Papa Benedetto XVI si sia rivolto a lui per la costruzione del nuovo organo del Governatorato della Città del Vaticano e per il restauro di diversi antichi strumenti della basilica di San Pietro.
Maestro Giani, lei ha iniziato giovanissimo come apprendista presso la bottega Pedrini di Binanuova, come può capitare che un ragazzo anziché alle belle moto o alle macchine si appassioni all’arte organaria?
«All’arte organaria mi sono appassionato proprio perché innamorato di macchine e motori: sono figlio di un riparatore d’auto che faceva gare in moto, i miei giochi si dividevano fra l’officina del papà e la falegnameria del caro vicino di casa pertanto, quando ho iniziato a studiare organo, l’attenzione era sempre verso ciò che stava dietro la tastiera; non ero un pallido ragazzino introverso che stava tutto il giorno in chiesa a suonare l’organo, vengo da una sana bislacca adolescenza».
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