Gli istanti d’Africa di Enrico Madini

26 GIU 16
Ultimo aggiornamento: 18:0916 MAG 25
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Immagine di Gli istanti d’Africa di Enrico Madini
C'è qualcosa d’innovativo, che tuttavia rimanda a un’antica passione, nella maniera di Enrico Madini – medico cremonese specializzato in Medicina dello Sport, oltreché istruttore subacqueo – ha d’interfacciarsi con il mondo della fotografia. «Ritengo che esista una componente “etica” da salvaguardare – commenta l’intervistato –: sono fermamente convinto, infatti, che la fotografia debba pure possedere un valore documentale, rendendo viva testimonianza di ciò che un autore vede e sperimenta». Ecco così spiegato un inestinguibile desiderio di viaggiare («Anch’io colpito dal cosiddetto “Mal d’Africa”, mi reco spesso nel cuore di quest’affascinante continente», sottolinea), finalizzato a restituire la magia e l’incanto di una terra straniera, sì lontana dalle nostre tradizioni e dai nostri costumi, eppure ammaliante e indimenticabile.
«Capita di frequente che mi domandino il motivo delle mie visite in aree magari un poco inusuali. Essendo fra i soci fondatori di una onlus (“Barjo Imé”) attiva a sostegno di una popolazione cui mancano acqua e istruzione, mi piace vedere in prima persona quanto concretamente si sta facendo per il suo miglioramento. A questo, aggiungo che visitare l’Africa – sottolinea Madini, vincitore del concorso “Mondo - Passione senza confini”, nel 2015, con la fotografia “Dancalia” – mi permette di tornare indietro nel tempo, alle origini dell’uomo, nel tentativo di recuperare qualcosa di primigenio che la società moderna e informatizzata pare avere smarrito, purtroppo».
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