Nella mente di Torriani star del Rinascimento

16 GIU 16
Ultimo aggiornamento: 18:1016 MAG 25
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Un genio delle grandi opere ma anche della meccanica di precisioni. Orologi astronomici, sfere armillari e l’imponente acquedotto di Toledo, il primo nella storia dell’ingegneria a portare l’acqua dal basso verso l’alto. «Janello Torriani aveva talento» assicura Cristiano Zanetti, curatore della mostra sul “Genio del Rinascimento” che sarà ospitata al Museo del Violino dal prossimo 10 settembre. «Un talento che la società Cremonese del Cinquecento riconobbe e fece fruttare. Ma aveva anche un’ottima preparazione pratica, perfezionata nella bottega di un fabbro e una solida formazione teorica».
Così, tra i grandi matematematici del Ducato di Milano, la pedagogia umanistica di Vittorino da Feltre a Mantova e il respiro cosmopolita dell’impero Asburgico, anche la piccola Cremona cullava il suo campione d’ingegno. Un po’ ingegnere e un po’ artista, studioso dell’anatomia umana e degli astri, Torriani fu uno dei grandi del Rinascimento, apprezzato dalle più importanti corti della sua epoca anche se la sua fama nei secoli non ha conosciuto la stessa popolarità dei contemporanei Brunelleschi o Leonardo.
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