La proposta: un premio internazionale di design ispirato alla città della musica

Ricordo che quando proposi di far evolvere il Salone commerciale (fortemente voluto da Antonio Bergonzi) in una manifestazione di più ampio respiro, non trovai immediatamente un unanime entusiasmo. In una notte in cui con lui stavamo rivisitando il regolamento e valutando le nuove possibili prospettive, che sostanzialmente e spavaldamente erano di costruire un’alternativa al Musicorà di Parigi, nacque, come titolo provvisorio, Mondomusica: sono passati decenni e, nonostante le tante titubanze e i sottili distinguo e le prudenti prese di distanza anche all’interno della stessa Triennale, credo che tutti possano riconoscere la ormai consolidata rilevanza dell’evento a livello internazionale. Il tutto per dire che dal dopoguerra la nostra città non ha mostrato (tranne lodevoli e fortunati episodi) una particolare propensione all’innovazione e all’arricchimento di uno status quo statico. Anche nel celebrare e nel tentare di mettere in risalto le nostre cosiddette eccellenze spesso l’atteggiamento è più di tipo rievocativo che di stimolo a rinnovare, a rimpolpare le tradizioni di contenuti vitali e attuali.
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