Non credo ai miei Oculus!

18 FEB 16
Ultimo aggiornamento: 16:01 | 16 MAG 25
Immagine di Non credo ai miei Oculus!
«Meglio indossarla stando seduti». L’unica avvertenza per chi prova per la prima volta Oculus è quella di mettersi comodi. Perché abbassando sugli occhi la “maschera” la stanza in cui fino ad un attimo prima stavamo chiacchierando scompare. Istantaneamente ci ritroviamo sul Torrazzo, in una bella giornata di sole e senza lo sforzo (o la soddisfazione) di salire i 502 gradini per arrivare alla cima.
Un minimo movimento e tutto si muove, cambia. Girando lo sguardo la prospettiva cambia: i tetti della città, laggiù piazza del Comune... Non stiamo guardando un’immagine su uno schermo, ma ci siamo dentro. Con la fotografia sferica e un visore di realtà virtuale la riproduzione diventa a tutti gli effetti un luogo. Anzi, qualcosa di più: è Cremona nella realtà aumentata.
Siamo seduti all’interno del palazzo Ala Ponzone, ma da qui possiamo aprire le porte della Cattedrale, vedere i cicli di affreschi, leggerne la storia come su una guida turistica che ci accompagna senza voltare pagina...
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